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Discussione: san Pastore, rudering d'epoca

  1. #1
    qTpista Maturo L'avatar di marcospada
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    san Pastore, rudering d'epoca

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    Rudering d'epoca perchè queste foto sono scansioni da pellicola ilford fp4 relative a foto fatte con Pentax spotmatic negli anni 70 all'abbazia cistercense di "San Pastore" sita nella piana reatina. Allora l'abbazia, importante in quanto "copia" della più famosa abbazia di Fossanova, era in completo abbandono e coperta dalla vegetazione. Questa la sua storia:

    Le origini dell'abbazia risalgono al 1137, quando Bernardo di Chiaravalle inviò una colonia di monaci a Rieti. L'abbazia però non nacque immediatamente, dato che in un primo momento la comunità si stanziò sul colle di Monticchio, una piccola altura nella Piana Reatina a cinque chilometri da Rieti, dove venne eretta l'abbazia di San Matteo. L'abbazia divenne ben presto molto importante, tanto che nel maggio 1205 ricevette in dono dal comune di Rieti tutte le terre situate nei dintorni.

    Secondo altre fonti, il monastero di San Matteo avrebbe origini più antiche: sarebbe stato fondato dai benedettini nell'anno 945, e uno dei suoi abati (Balduino o Baldovino) fu destinatario di una lettera di San Bernardo di Chiaravalle; il passaggio all'ordine cistercense sarebbe avvenuto nel 1218, quando i monaci espressero tale desiderio e venne inviato a San Matteo un nucleo di frati dell'Abbazia di Santa Maria di Casanova, allo scopo di riformare il monastero.

    Comunque siano andate le cose, l'ambiente di Monticchio era piuttosto insalubre: infatti all'epoca, a causa dell'ostruzione della Cava Curiana, la Piana Reatina che circonda il colle si andava trasformando sempre più in un acquitrino paludoso, e in alcune aree tornò ad essere presente l'antico Lago Velino. La diffusione della malaria spinse i monaci a cercare una collocazione più lontana dal fondovalle, così il 14 marzo 1234, presso le sorgenti di Santa Susanna, il cardinale Goffredo Castiglione (futuro papa Celestino IV) ratificò un contratto con il quale l'abbazia veniva spostata nella zona di San Pastore, nella quale già dall'VIII secolo risultava esistere una corte, ossia un gruppo di case con una chiesa.
    La costruzione dell'abbazia fu diretta dall'architetto Mastro Anselmo ed ebbe inizio il mattino del 5 maggio 1255, sotto il governo dell'abate Andrea, del priore Roberto e del vice priore Palmiero; queste informazioni provengono da due lapidi presenti in loco fino agli anni Trenta, che si credeva fossero state trafugate, ma che invece sono state ritrovate recentemente in fondo a un pozzo. Nel 1264 la chiesa era stata ultimata.

    L'abbazia divenne molto ricca e potente, soprattutto nel XIV secolo, tanto che questa contribuiva alle spese per la manutenzione di strade e ponti del comune di Rieti. Successivamente iniziò un periodo di decadenza, dovuto alla cattiva amministrazione e alla scarsa moralità dei monaci: di questa situazione si trova traccia nei resoconti dei visitatori apostolici dell'epoca, e nel 1373 papa Gregorio XI incaricò l'abate di San Lorenzo fuori le mura di visitare e riformare il monastero. Il degrado materiale e spirituale tuttavia non si arrestò, e nel 1426 l'abbazia fu data in commenda, consegnando di fatto il suo patrimonio nelle mani degli abati commendatari e delle loro famiglie.

    I cistercensi, che già da tempo avevano iniziato a distaccarsi da San Pastore, lasciarono definitivamente l'abbazia nel 1561. Al loro posto, nel 1580 arrivarono i Canonici Regolari Lateranensi.

    Nel 1582 l'abate commendatario Marco Antonio Colonna divise la proprietà dell'abbazia in due parti, una spettante al commendatario e l'altra al clero regolare (rappresentato in quel momento dai Lateranensi).

    I Lateranensi abbandonarono l'abbazia nel corso del Seicento. Nel 1786 la parte spettante ai commendatari fu ceduta in enfiteusi ai nobili romani Santacroce-Publicola, dietro il pagamento di un canone di trecento scudi l'anno, e nel 1799 (in seguito all'invasione napoleonica) anche la parte spettante al clero regolare fu soppressa. Nel 1814, dopo la restaurazione, Pio VII diede di nuovo l'abbazia in commenda fino a quando, nel 1843, l'intero edificio fu venduto ai marchesi reatini Ludovico e Basilio Potenziani, i quali rilevarono la parte commendataria dalla Camera Apostolica e quella in enfiteusi dai Santacroce-Publicola.

    Da quel momento l'abbazia venne abbandonata e cadde in un profondo stato di degrado, che permase fino alla soglia del terzo millennio: crollò il tetto, fu invasa dall'erba, e a causa degli infissi rotti furono trafugate le testimonianze artistiche di maggior valore: affreschi, camini, stipiti, porte, conci squadrati e persino una scala a chiocciola in pietra.

    All'inizio del Novecento il ministero dell'educazione, con il contributo del principe Ludovico Potenziani, effettuò delle parziali riparazioni all'edificio e Giuseppe Colarieti Tosti restaurò gli affreschi della chiesa ma lo stato di degrado non venne risolto e i saccheggi continuarono.

    Negli anni Ottanta l'edificio fu acquistato dall'imprenditore Antonio Antonacci, che con le sue risorse private avviò finalmente il recupero dell'abbazia. I lavori iniziarono nel 1988 e sono oggi in massima parte conclusi.

    Oggi il sito è utilizzato per eventi quali workshop, meeting aziendali, matrimoni, ricevimenti, mostre e concerti, mentre sono in fase di allestimento quattro suites che renderanno l'abbazia capace di ricettività turistica.

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    ed ora nel 2017 questa l'Abbazia di San pastore:

    https://www.abbaziadisanpastore.it/
    Ultima modifica di marcospada; 18th December 2017 alle 18:05
    http://www.arch-spada.com/photo/striscia.jpg
    Marco Spada
    http://www.arch-spada.com/photo/
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  2. #2
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    La trasformazione dei luoghi è profonda, tanto da sterilizzare completamente l'atmosfera magica degli ambienti.

    Le foto sono molto coinvolgenti, con particolare riferimento agli scorci interni e dettagli.

    In alcuni scatti (i primi sei) forse ci sono strani contorni marcati.
    Ognuno di noi filtra il reale trasformandolo in qualcosa che gli appartiene; quando proponiamo nostre immagini, viene quindi svelata più o meno volontariamente la nostra personale lettura del visto.

    - Flickr- Domenico Cichetti Fotografo (poco aggiornato) - Books

  3. #3
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    che luogo stupendo! ottime serie
    ora recuperato, meno fascino, ma non posso non pensare che avrebbe potuto essere solo un cumulo di rovine, quindi va bene così

  4. #4
    Staff L'avatar di Orazio
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    Bella serie; dalle foto anni settanta si evince la professionalità del futuro architetto.
    Ma l'architetto di oggi, sinceramente, cosa pensa del recupero che è stato fatto?
    La foto più bella è quella che non ho scattato.

  5. #5
    qTpista Maturo L'avatar di marcospada
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    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Visualizza Messaggio
    Bella serie; dalle foto anni settanta si evince la professionalità del futuro architetto.
    Ma l'architetto di oggi, sinceramente, cosa pensa del recupero che è stato fatto?
    Penso che più che un restauro sia stata fatta una ristrutturazione finalizzata alla futura destinazione d'uso, sicuramente meglio che il totale abbandono, ma credo che così la struttura, totalmente chiusa al pubblico se non per i clienti facoltosi, sia come "inesistente". Peccato perchè da una ricerca che avevamo fatto ai tempi della facoltà di architettura era emerso che per la costruzione dell'abbazia, nel 1255, sia stata riutilizzata dai Cistercensi la planimetria collaudata della più famosa abbazia di Fossanova.
    http://www.arch-spada.com/photo/striscia.jpg
    Marco Spada
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  6. Questi utenti hanno detto grazie a marcospada per questo utile messaggio:

    Orazio (21st December 2017)

  7. #6
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    Non so “l’effetto” in scansione sia voluto o capitato ma è fantastico.
    Le inquadrature sono ricercate e non banali e hanno il poter di portare nel luogo e nel tempo.
    Una serie molto bella, sofisticata ed elegante.

    Ben fatto.

  8. #7
    Staff L'avatar di Orazio
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    Citazione Originariamente Scritto da marcospada Visualizza Messaggio
    Penso che più che un restauro sia stata fatta una ristrutturazione finalizzata alla futura destinazione d'uso, sicuramente meglio che il totale abbandono, ma credo che così la struttura, totalmente chiusa al pubblico se non per i clienti facoltosi, sia come "inesistente". Peccato perchè da una ricerca che avevamo fatto ai tempi della facoltà di architettura era emerso che per la costruzione dell'abbazia, nel 1255, sia stata riutilizzata dai Cistercensi la planimetria collaudata della più famosa abbazia di Fossanova.
    Ma questi edifici non dovrebbero essere tutelati dalla sovrintendenza ai beni culturali?
    Trasformare un'abbazia in ristorante e quant'altro mi sembra un colpo di spugna sulla storia dei luoghi.
    Ovviamente, laddove il Pubblico non interviene nel recupero, si trova facilmente un soggetto privato pronto ad investire e produrre reddito.
    La foto più bella è quella che non ho scattato.

  9. #8
    qTpista Maturo L'avatar di marcospada
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollipop Visualizza Messaggio
    Non so “l’effetto” in scansione sia voluto o capitato ma è fantastico.
    Le inquadrature sono ricercate e non banali e hanno il poter di portare nel luogo e nel tempo.
    Una serie molto bella, sofisticata ed elegante.

    Ben fatto.
    Ti ringrazio, le foto erano state fatte credo nel 1967 per un esame di storia dell'architettura. Ora ho scansionato la pellicola (Ilford FP4 che sviluppavo con Ilfosol ed Ilfofix, foto con asahi pentax spotmatic e s.takumar 50mm 1,4) con uno scanner piano Epson 4490 Photo utilizzando il suo supporto pellicole e dia. Poi ho trattato le immagini con Lightroom aumentando il microcontrasto per far risaltare le pietre ed equilibrando i bianchi ed i neri. Nulla di più.
    http://www.arch-spada.com/photo/striscia.jpg
    Marco Spada
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  10. #9
    qTpista Maturo L'avatar di marcospada
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    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Visualizza Messaggio
    Ma questi edifici non dovrebbero essere tutelati dalla sovrintendenza ai beni culturali?
    Trasformare un'abbazia in ristorante e quant'altro mi sembra un colpo di spugna sulla storia dei luoghi.
    Ovviamente, laddove il Pubblico non interviene nel recupero, si trova facilmente un soggetto privato pronto ad investire e produrre reddito.
    Si, dovrebbero essere tutelati, la la Sovrintendenza di Rieti purtroppo non eccelle per pareri più o meno discutibili, come ad esempio, la ristrutturazione della piazza del comune di Greccio, comune nel cui territorio si trova questa abbazia, autorizzata con un progetto pessimo per qualità architettonica e realizzata con materiali pessimi, tanto più che dopo pochi anni il Comune la ha dovuta demolire completamente e rifare con un nuovo disegno più sobrio e con materiali adeguati al territorio sabino. In ogni caso se non fosse intervenuto l'imprenditore che ha acquistato l'abbazia (evidentemente la soprintendenza ne ha autorizzato l'acquisto) oggi sarebbe un cumulo di macerie ulteriormente depredate. In un noto ristorante di Greccio ( http://www.ilnidodelcorvo.com/home.html ) tutt'ora ci sono locali completamente costituiti da materiali ed oggetti trafugati in quella abbazia.
    http://www.arch-spada.com/photo/striscia.jpg
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  11. #10
    Staff L'avatar di Orazio
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    Citazione Originariamente Scritto da marcospada Visualizza Messaggio
    Si, dovrebbero essere tutelati, la la Sovrintendenza di Rieti purtroppo non eccelle per pareri più o meno discutibili, come ad esempio, la ristrutturazione della piazza del comune di Greccio, comune nel cui territorio si trova questa abbazia, autorizzata con un progetto pessimo per qualità architettonica e realizzata con materiali pessimi, tanto più che dopo pochi anni il Comune la ha dovuta demolire completamente e rifare con un nuovo disegno più sobrio e con materiali adeguati al territorio sabino. In ogni caso se non fosse intervenuto l'imprenditore che ha acquistato l'abbazia (evidentemente la soprintendenza ne ha autorizzato l'acquisto) oggi sarebbe un cumulo di macerie ulteriormente depredate. In un noto ristorante di Greccio ( http://www.ilnidodelcorvo.com/home.html ) tutt'ora ci sono locali completamente costituiti da materiali ed oggetti trafugati in quella abbazia.
    La stessa cosa si può dire succeda da noi.
    Se vuoi manutenere un immobile vincolato, ti fanno conservare le macerie senza introdurre cambiamenti non autorizzati.
    Poi, vai al ristorante e trovi i falsi storici realizzati con archi, portali e coppi trafugati nottetempo.
    La foto più bella è quella che non ho scattato.

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