Visualizza Feed RSS

efke25

Le braccia, le gambe, la testa

Valuta Questa Inserzione
Tre scatti di un autore che piace a Giancarlo. L'occhio mi va sulle braccia, sulle gambe, sulla testa, tre elementi che in diagonale caratterizzano la persona in quella posa specifica. Puoi dedurre la sensazione di un carattere da un'espressione, da un modo di stare, dalla inclinazione della testa. Si chiama fisiognomica. Il fotoritrattista dovrebbe avere una particolare sensibilità nel mettere in relazione tre elementi corporei e farne uscire il carattere

[url]http://kultur-online.net/files/exhibition/08_41.jpg[/url]

[url]http://www.kultur-online.net/files/exhibition/05_850.jpg[/url]

[url]http://www.photography-now.com/images/Bilder/gross/24317.jpg[/url]
Tag: Nessuno Aggiungi / Modifica Tag
Categories
Non Categorizzato

Comments

  1. L'avatar di efke25
    L'autore si chiama [COLOR=#333333][FONT=Verdana]Karl Hubbuch[/FONT][/COLOR]
  2. L'avatar di stefra
    [FONT=arial]ritratto[/FONT]
    [FONT=arial][I]s.m.[/I]

    [LIST][*]Riproduzione figurativa o fotografica delle sembianze di una persona: i r. degli antenati; un album pieno di ritratti; r. di faccia, di profilo; r. somigliante, vivo, parlante;[I]part.[/I], opera figurativa su cui è interpretato artisticamente un modello umano.
    "i r. di Raffaello"
    [LIST][*][I]fig.[/I]
    La riproduzione può intendersi come eccezionale somiglianza (è tutto il r. di suo padre) o anche come piena manifestazione esteriore di una condizione fisica o psicologica.
    "è il r. della salute"[*][I]estens.[/I]
    Descrizione dell'aspetto o del carattere di una persona o di un luogo: ci ha fatto un r. divertentissimo dei suoi colleghi; troviamo bensì nelle relazioni di più d'uno storico... il ritratto del paese (Manzoni); con senso più ampio, relazione, esposizione più o meno circostanziata di un fatto o di una situazione.
    "il ministro ha tracciato un r. della situazione economica"[/LIST][/LIST]
    [/FONT]La definizione di ritratto è chiara e definita.
    Il fotoritratto, dal mio punto di vista, non deve distaccarsi da quanto sopra riportato. Il "fotoritratto" può essere solo la prima voce, il resto sono solo (ma non è poco) interpretazioni personali dell'aspetto della persona che stiamo ritraendo.

    Per ritratto credo faccio mio il pensiero di Adolf Reinle che cita: "il ritratto è l'immagine riconoscibile di una persona concreta".
    Poi è chiaro che il grado di realismo del ritratto dipende dalle varie epoche e dal punto di vista individuale di artisti e committenti.
    Risulta quindi fondamentale per me riallacciandoci alla definizione di Reinle, che un ritratto sia inteso come corrispondente a una determinata persona e, come tale, debba essere anche chiaramente riconoscibile.

    Di ritratti ve ne sono in abbondanza in tutti i media e in tutte le tecniche raffigurative, così come nei contesti più disparati.

    Toh... forse l'unico ritratto in cui credo è quello del realismo pittorico.
    Il resto è solo intepretazione.
    Aggiornato il 20th October 2014 alle 10:48
  3. L'avatar di efke25
    La differenza tra ritratto in pittura e quello in fotografia sta nel tempo di posa. E non è poca la differenza che ne esce fuori. La pittura si gioca in partenza la possibilità di cogliere l'attimo. Se ritrae un'espressione lo fa per partito preso
  4. L'avatar di Billy
    Viste, bellissime.
    Pero' devo essere onesto, Hubbuch lo conoscevo piu' come disegnatore/pittore che come fotografo. Per un momento non sapevo neppure se parlavamo dello stesso artista.

    Conobbi le sue opere negli anni '80, mi piaceva soprattutto come certe dipingevano la pazzia, negli occhi e negli sguardi. Anche le forme dei visi erano a volte impressionanti. Spesso rendeva i soggetti grotteschi. Vidi il suo stile rappresentativo come una sorta di burla, di oltraggio a cio' che richiedeva rispetto o meglio ancora che non deve essere toccato come argomento. Le sue opere "buffe" (cit) aprivano gli orizzonti secondo me, "del pazzo dobbiamo parlarne" mi dicevano, rientra nella realta', ci dobbiamo scherzare su, dobbiamo demonizzare l'individuo e solo cosi' possiamo accettarlo.

    Alcune opere che mi sono piaciute ma ce ne sono molte altre.

    [url]https://www.flickr.com/photos/kraftgenie/4688031152/[/url]

    [url]https://www.flickr.com/photos/kraftgenie/4687400811/[/url]

    [url]https://www.flickr.com/photos/hen-magonza/8497583204/[/url]

    Caro Gianni, ecco, la foto che ha vinto il contest mi ha acceso questa lampadina e francamente e' cio' che la fotografia dovrebbe fare, commemorare, accendere notifiche mentali e creare momenti di riflessione.

    Per tornare ala pazzia ecco forse un brano tra i meno conosciuti di De Gregori ma che io ho amato particolarmente per la "soffice" durezza con cui tratta l'argomento.....

    I matti vanno contenti,
    tra il campo e la ferrovia.
    A caccia di grilli e serpenti,
    a caccia di grilli e serpenti.
    I matti vanno contenti
    a guinzaglio della pazzia,
    a caccia di grilli e serpenti,
    tra il campo e la ferrovia.
    I matti non hanno più niente,intorno a loro più nessuna città,
    anche se strillano chi li sente,
    anche se strillano che fa.
    I matti vanno contenti,
    sull'orlo della normalità,
    come stelle cadenti,
    nel mare della Tranquillità.
    Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
    piene di spazzatura e di silenzio,
    piene di freddo e rumore.
    I matti non hanno il cuore
    o se ce l'hanno è sprecato,
    è una caverna tutta nera.
    I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
    e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
    I matti senza la patente per camminare,
    i matti tutta la vita, dentro la notte,
    chiusi a chiave.
    I matti vanno contenti,
    fermano il traffico con la mano,
    poi attraversano il mattino,
    con l'aiuto di un fiasco di vino.
    Si fermano lunghe ore, a riposare,
    le ossa e le ali,
    le ossa e le ali,
    e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
    centinaia di sigarette davanti all'altare.
  5. L'avatar di stefra
    [QUOTE=efke25;bt140]La differenza tra ritratto in pittura e quello in fotografia sta nel tempo di posa. E non è poca la differenza che ne esce fuori. La pittura si gioca in partenza la possibilità di cogliere l'attimo. Se ritrae un'espressione lo fa per partito preso[/QUOTE]
    Ma l'obiettivo della pittura non è cogliere l'attimo ma, nel realismo, riprodurlo. Il ritratto nella fotografia non è quasi mai nelle corde di colui che viene ripreso ma è nell'interpretazione del fotografo. Il quadro no. Il quadro viene fatto come vuole il personaggio ritratto.
    E qui si potrebbe entrare in un ginepraio... :-)