Di Cicchino
Poesia, fotografia,musica, consumismo, interpretazione, ermeneutica…
qui mi si prende per i capelli, e siccome non ne ho, magari m’inca…ppio e comincio a blaterare… Scherzo, ovviamente. Ma in un altro topic si chiama in causa il peggior criminale nazista a suffragare il vero (o falso) storico. Mi chiedo se il falso sia dei fotografi o non piuttosto degli storici, revisionisti d’ogni bandiera. Se i morti continuano ad essere morti o sono per caso resuscitati per far comodo a qualcuno. Ma qui siamo nel regno della poesia e delle arti a Lei compagne, e si respira un’altra aria, comunque più respirabile. Eppure… anche qui ci sta la contraddizione falso/vero, perché la contraddizione c’è, è il sale della vita, è il + e il –, il maschio/femmina, la luce e l’ombra. Ricordando il proverbio cinese che ci racconta che il vero e il falso sono la luce e l’ombra dello stesso plenilunio, come il sorriso e il pianto. E beata sia la contraddizione che ci permette di vivere e di desiderare. Starei per dire, ma l’amico Lorenzo queste cose le capisce benissimo, perché è un bravo fotografo, e le mette in pratica starei per dire, a questo proposito, che, come la luce non è sempre un bagliore accecante difficilmente fotografabile, così l’ombra non è sempre una macchia nera. Ma come un buon obiettivo e un buon fotografo sanno, l’ombra nasconde le cose, allo stesso modo di un vedo/non vedo in un bel glamour. E se l’occhio fissando attentamente l’ombra, intravede gli oggetti, anche l’obiettivo deve saperlo fare e il bravo fotografo pure, esponendo a dovere, o, se non ne è capace, risolvendo il problema in pp o nello sviluppo, alla faccia del rumore che spaventa così tanto i fotoamatori: affinché l’ombra sia trasparente e ambigua, come le cose impalpabili e vive, vere o non vere, cioè solo accarezzate dal sogno. Allo stesso modo, se io sono un bravo scrittore, devo spiegare tutto questo eaiutarvi a capire perché leggendo i versi di Verlaine io provo questa sensazione di chiaroscuro ambiguo e vaporoso, ineffabile e trasparente ad un tempo e devo soprattutto comprendere cos’ha combinato Lorenzo Vitali in quel suo commento fotografico di Verlaine (servizio apparso nell’ultimo qtp Magazine, mirabile fatica di Ricardo), che ho definito corretto e coerente. E, aggiungo, opportuno, se non altro come probante exemplum per indicare alcuni parametri di questo tipo di procedura fotografica. E anche il perché di tutto questo. E’ il mio mestiere, sono chiamato. Provo a ripondere.
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